Laura Perego, psicologa e psicoterapeuta, Porta Romana, Milano

 

Piccola biografia inessenziale

A 3 anni premo il pulsante dell’ascensore esclamando: “Tre come i miei anni”. Il mondo è associazione.

A 5 anni mia madre mi viene a prendere all’asilo dopo aver fatto la permanente e io mi metto a piangere. Il mondo è perturbante.

A 7 anni, in vacanza in montagna, faccio il primo sogno lucido: chiedo ai personaggi del mio sogno se sanno di essere in un sogno. Loro negano in modo convinto. Il mondo è soggettivo.

A 11 anni dico alla mia professoressa di lettere che riceverà carbone per Natale. Il mondo è fatto di verità scomode.

A 13 anni, per lo spettacolo teatrale di classe, vengo scartata per il ruolo di Mirandolina perché secondo il regista “Mirandolina non può certo avere l’apparecchio ai denti!”. Il mondo è ingiusto.

A 15 anni guardo l’oceano dalle scogliere delle isole Aran sdraiata tra i sassi e l’erba. Il mondo è immenso.

A 18 anni disegno sul banco di scuola un campo da tennis in miniatura con due omini che giocano in prospettiva aerea di cui vado molto fiera. Il giorno dopo il banco viene pulito. Il modo è effimero.

A 22 anni mentre scrivo la tesi leggo “I demoni” di Dostoevskij. Il mondo è fatto di momenti rubati.

A 26 anni mentre salgo sull’aereo, per evitare di incontrare una persona, cerco di fare dietrofront silenziosamente ma il trolley si incastra in una sedia e cado rovinosamente (e rumorosamente) nel corridoio. Il mondo è fatto di “Spesso ci si imbatte nel proprio destino sulla strada presa per evitarlo”.

A 30 anni porto a casa mia la vecchia poltrona dei miei nonni e appendo vicino il diploma di sarto di mio nonno. Il mondo è fatto di storia e di storie.

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