Spiegare che cosa sia lo psicodramma e cosa si fa in un incontro di psicodramma non è un’impresa facile dal momento che lo psicodramma ha, come elemento costituente e distintivo del metodo, l’uso dell’azione (è un po’ come quando si tenta di spiegare un gioco e si finisce col dire “inizia a giocare che poi lo capisci”).

Lo psicodramma è insieme psicoterapia e teatro. Dal teatro ha preso la forza poetica e creatrice di significati e dalla psicoterapia – nel senso più ampio di cura della psiche – la sua antica natura ipnotica.

Dunque vorrei cercare di spiegarlo attraverso una suggestione e una sperimentazione.

teatro

Partiamo da una fotografia: ma da una fotografia che non esiste in quanto immagine di un momento che avreste voluto fermare – non solo nella memoria – ma che purtroppo non è stato possibile fare. Non cercate per forza il momento più bello, va bene il primo suggerimento che la mente vi porta.

Ora immaginate non solo di essere sul palcoscenico di un teatro ma anche dentro un sogno…un teatro onirico.

Posizionate quindi la scenografia, ovvero l’ambiente del vostro ricordo, scegliendo tra gli oggetti di scena. Non è necessario che siano uguali a quelli della realtà vissuta perché questo teatro non riproduce copia della realtà, ma crea una realtà poetica: ogni presenza sul palcoscenico prende vita attraverso la sua capacità di essere strumento e simbolo della storia, seppure puntiforme. Regolate la luce perché cada sui volti per generare le espressioni, per mettere in evidenza o per allungare le ombre.

Chiamate gli attori, ognuno con la propria parte. Forse non avranno le fattezze delle persone che interpretano né la loro età, ma l’importante è che esprimano il senso del loro essere presenti cosicché voi sappiate, proprio come nei sogni, chi è una certa persona anche se non somiglia affatto all’aspetto che ha nel mondo della veglia.

Prendete da ultimo la vostra parte: voi come eravate, o come vi sentivate, in quel tempo e in quel luogo. Sentite i discorsi, se ce ne sono stati, vostri e degli altri, ma sentite anche i pensieri espressi e non espressi ognuno nel suo a parte. E così arriva il momento, proprio il momento di cui manca la foto.

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Lasciate il vostro ruolo in quel tempo e in quello spazio (nei sogni l’anima può lasciare un corpo senza che questo muoia) per andare a vedere chi è il fotografo. Ogni passo non vi avvicina alla verità, la costruisce.

Chi volete che sia? A chi volete mostrare questo momento? Chi volete che abbia in mano la macchina fotografica e, grazie ad essa, riesca a interpretare il valore di quel momento? Potete scegliere qualsiasi persona da ogni luogo e da ogni tempo della vostra vita.

Ora siete a faccia a faccia con lui o con lei, ma il teatro, il sogno e la poesia non si perdono in parole non necessarie… una sola battuta ciascuno e il sipario si chiude.

Se avete voglia, sarei curiosa di sapere chi è la persona che scatta la fotografia e cosa vi siete detti.

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