Che siamo esseri solo apparentemente simmetrici è cosa nota. Ma è davvero inaspettato l’effetto che fa guardarsi unendo le due metà destre o le due metà sinistre. Siamo noi ma non siamo noi. Il corpo parla ed accoglie moltissime asimmetrie che possono essere strutturali e legate ai nostri tratti oppure acquisite e legate a grandi e piccoli traumi (una cicatrice a seguito di un’operazione o a seguito di una piccola caduta) oppure, da ultimo, dipendere dalla nostra volontà come i tatuaggi o un taglio di capelli asimmetrico. E si potrebbe ancora allargare il discorso pensando ai dolori e agli acciacchi che spesso possono colpire asimmetricamente il corpo.

Fare degli autoritratti simmetrici della parte destra e della parte sinistra del corpo comporta che tali particolari asimmetrici vengano amplificati e messi ancora più in evidenza oppure completamente annullati.

L’immagine corporea ha anche una dimensione temporale legata ai ricordi, alle somiglianze, alle esperienze tattili e motorie che sono state causa o conseguenza di quelle asimmetrie. Le due persone ritratte nelle immagini simmetriche hanno quindi anche storie di vita differenti e caratteri, opinioni e pensieri non coincidenti.

Questo gioco fotografico può essere usato per invitare le persone ad iniziare a pensare in senso psicologico alle diverse parti che li compongono o, ancora, ai sentimenti come stati d’animo talvolta ambivalenti. Spesso sentimenti che si ritengono negativi, come la rabbia, sono difficilmente esprimibili a parole specialmente se riferiti ad una persona a cui si è legati affettivamente in quanto ritenuti eccessivamente aggressivi e totalizzanti. Accettare i sentimenti opposti anche come non alternativi ma coabitanti significa per esempio considerare che la rabbia si possa esprimere all’interno di una cornice di affetto e di senso di protezione verso una persona senza distruggerne il legame.

Lo psicodramma aggiunge una possibilità ulteriore permettendo al soggetto di impersonare e dare voce ad entrambe le parti di sé. E’ molto importante che, attraverso i continui cambi di ruolo del soggetto, le due parti siano messe in comunicazione dialettica. La finalità di questa attività è arrivare ad un’integrazione che tenga conto anche di quelle parti che sono spesso messe a tacere e vengono frustrate nelle loro richieste affinché vengano riconosciute e sia dato loro il giusto spazio.

Volete provare a vedere che effetto fa essere “destri” o “sinistri”? Il fotografo che ha scattato le fotografie che vedete in questo articolo ha avviato un progetto mettendo anche a disposizione delle app per raccogliere tutti questi particolari autoritratti sul sito www.echoism.org

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