Il principio di indeterminazione di Heisenberg enuncia la non neutralità dell’osservatore e dei metodi di osservazione rispetto al fenomeno oggetto di studio. Le conseguenze di questo principio a livello delle scienze sociali comportano che colui che osserva entra a far parte del fenomeno osservato influenzandolo e, a sua volta, essendone influenzato.

Siamo abituati a considerare la fotografia (soprattutto quella giornalistica) come un testimone terzo di ciò che accade che registra in modo oggettivo e fedele. Ragionando per nessi causali, viene scattata una fotografia perché c’è un evento da fotografare.

Fred Richtin per sfatare questa credenza offre, attraverso queste due fotografie, un interessante punto di vista: “In una fotografia del 1994 si vedono dei soldati statunitensi durante l’invasione di Haiti, sdraiati sulla pista dell’aeroporto mentre puntano i loro fucili contro nemici invisibili.

haiti 0

Al di sotto compare un’altra fotografia: raffigura la medesima scena, ma da un altro punto di vista. I soldati americani puntano i loro fucili non contro un potenziale nemico ma contro una dozzina di fotografi che, allineati di fronte a loro, li stanno fotografando. In realtà, i fotografi sono i soli a “sparare”.

haiti 1

La seconda fotografia pone una domanda: “Tutto questo è reale?”. Oppure è la simulazione di un’invasione creata a beneficio delle macchine fotografiche? Il direttore del Washington Post, Benjamin Bradlee, ha descritto una situazione simile, citando la fisica quantistica:

I lettori – e soprattutto i telespettatori – devono comprendere il principio di indeterminazione di Heisemberg prima di poter capire le notizie. Cosa sta accadendo davvero di ciò che viene descritto dai media? La Somalia viene attaccata prima dell’alba dalle truppe scelte americane? O i militari stupiti vengono immortalati dai fotografi free-lance che li aspettano per ore? La differenza spesso è essenziale

(F. Ritchin, Verso l’iperfotografia, in “Filosofia della fotografia” a cura di M. Guerri e F. Parisi, Raffaello Cortina Editore).