Fornasetti nuvoleE’ attivo da oggi nello Studio di Psicologia di via Orti 14 Milano il nuovo percorso psicologico pensato appositamente per le persone che stanno affrontando una diagnosi di tumore o che si trovano in una condizione di fase attiva di malattia oncologica.

Lo studio offre inoltre la possibilità a chi vive con un familiare malato di trovare un sostegno sia attraverso percorsi individuali che di gruppo.

Le responsabili del percorso sono la dott.ssa Laura Perego, psicoterapeuta ed esperta di metodi attivi e a mediazione fotografica e la dott.ssa Melina Marchetta, psicologa ed esperta di metodi attivi, che si occupa di sostegno a malati oncologici o loro familiari presso l’Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano.

Perché un percorso pensato per persone con diagnosi di tumore o in fase attiva di malattia?

Cercheremo di rispondere utilizzando un’immagine che possa essere evocativa per chi legge. Immaginiamo che una persona cada e si rompa una gamba e che le venga prescritto l’uso del gesso e di una stampella. La persona in questione decide però di poter fare a meno della stampella e, cercando di vivere comunque la sua quotidianità, procede sorretta dalla rabbia, forse anche dalla colpa di essersi fatta male ricorrendo a tutte le sue forze. Col tempo la gamba guarirà comunque, ma faticoso, solitario e presumibilmente doloroso sarà il percorso, che potrà anche lasciare situazioni non completamente risolte e avere conseguenze su molteplici aree della propria vita.

Il nostro ruolo è di fungere da stampella. Una stampella che dapprima sorregga e poi diventi ausilio nella deambulazione affinché la persona possa riprendere a camminare con le sue sole gambe.

Mettiamo a disposizione un percorso che agevoli l’elaborazione delle emozioni che si scatenano nell’individuo a seguito della comunicazione della diagnosi e delle cure cui si dovrà nel tempo sottoporre.

Perché un percorso pensato per parenti di persone con diagnosi di tumore o in fase attiva di malattia?

E’ evidente che la dimensione della malattia coinvolge non solo il paziente oncologico, ma anche le persone che gli stanno intorno divisi tra il tempo che si vorrebbe dedicare alla persona malata e quello che le proprie necessità e la proprie relazioni sociali reclamano.

Chi svolge un ruolo di assistenza e cura si trova a gestire un suo mondo interiore complesso, spesso con oscillazioni importanti che vanno dalla rabbia, alla stanchezza, al senso di colpa. Un percorso psicologico specifico offre il supporto di una stampella momentanea anche ai familiari, perché possano scoprire e riscoprire risorse utili a sé e agli altri senza essere inglobati dalla malattia oncologica.

Perché un percorso che utilizza anche le immagini fotografiche?

La fotografia facilita l’espressione e l’emersione in modo graduale dei vissuti interiori. Le immagini fotografiche riescono ad accompagnare e dare voce alle trasformazioni emotive e corporee riannodando il filo narrativo della vita. Il periodo della malattia non è infatti “sospensione dalla vita” ma vita anch’esso.

Ma le immagini sono nello stesso tempo in grado di dare spazio a quelle emozioni che vanno al di là della malattia e che l’attenzione e il timore della malattia rischiano di mettere a tacere.

Sarà utilizzato il fotolinguaggio, tecnica psicologica che, mediante immagini selezionate e organizzate dai conduttori, consente di parlare dei propri vissuti in modo mediato e progressivo.

Per informazioni e contatti: http://www.psicologo-portaromana.it/contatti.php

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