Ogni anno il festival di fotografia Gulf Photo Plus propone l’evento GPP ShootOut: una battaglia tra tre fotografi a colpi di immagini su un tema scelto dagli organizzatori. La regola base dell’incontro esige che tutto il processo di produzione della fotografia (dalla scelta dei soggetti fino alla elaborazione dell’immagine) debba avvenire in venti minuti, sotto gli occhi del pubblico.

Il video offre un perfetto esempio della creatività dei fotografi alle prese con una tematica e delle regole non facili da gestire. Le indicazioni di quest’anno comprendevano la scelta di due estranei tra il pubblico per ritrarli in una foto che esprimesse intimità senza ottenerla attraverso i modi più ovvi: il contatto e la nudità.

Nonostante l’evidente bravura dei fotografi, c’è tuttavia un altro elemento che ha aiutato a far emergere l’intimità tra le persone ritratte. Uno studio canadese di qualche anno fa mostrava che i soggetti fotografati insieme, seppure sconosciuti, percepivano tra di loro più affinità rispetto a coloro che non erano stati immortalati insieme ma erano stati posti nelle medesime condizioni di vicinanza. Inoltre tendevano a descrivere l’esperienza utilizzando molto più spesso il pronome “noi”. E’ come se la macchina fotografica imprimesse un significato sociale all’evento che viene ritratto facendo sì che le persone si percepiscano avvicinate in un destino sociale comune.

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