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Alice Schoolcraft, The Other Side

Alice Schoolcraft, fotografa svedese, è andata negli Stati Uniti per incontrare una parte della sua famiglia che non aveva mai conosciuto e ha trovato delle persone davvero molto diverse da lei per abitudini e valori. Il legame che ha sentito e l’amore di questa famiglia le hanno però permesso di avvicinarsi a questa realtà così distante facendo conoscenza con una “versione alternativa di sé” che la sua storia e il suo ambiente di vita avevano lasciato nell’ombra.

Si potrebbe dire che Alice ha arricchito il suo album di famiglia. Come sostiene Judy Weiser gli album di famiglia rappresentano ciò che la cultura familiare ha deciso di conservare e di tramandare alle generazioni successive. Si fanno dunque portatori e rappresentanti dei valori, dei desideri e di ciò che si spera sia ricordato scandendo un confine netto tra ciò che, a contrario, può o si deve dimenticare. Così può succedere che un evento o una persona vengano banditi dalla narrazione familiare perché non accettati e confinati in un territorio del silenzio dietro gli alti muri del “non si deve” (essere così, fare così). Questi però, lungi dallo scomparire, aggregano intorno a sé sentimenti ed emozioni che vengono perlopiù disconosciuti perché considerati pericolosi.

L’incontro con queste emozioni è un lungo viaggio verso un ignoto che a mano a mano prende sempre più forma e in cui si incontrano fantasmi propri ed ereditati. Come rende molto bene Zoja parlando della scoperta dell’America: “A cavallo tra i tempi antichi e quelli moderni, niente scuote la storia e la mente dell’uomo quanto la scoperta della sua ignota metà” (L. Zoja, Paranoia).

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