Il verbo “to shoot” in inglese può significare tanto “sparare” quanto “fare una fotografia”. Molta della terminologia usata in campo fotografico è condivisa dal campo delle armi: “catturare”, “immobilizzare”, “prendere”, “caricare”,“mirino”… Tali similitudini suggeriscono che la macchina fotografica e le fotografie possono essere utilizzate come arma e quindi essere violente.

La fotografia qui sotto è stata scattata dal fotografo Eddie Adams nel 1968 e ritrae il capo della polizia del Vietnam del Sud che spara a un prigioniero Vietcong giustiziandolo sommariamente. La fotografia che vinse il premio Pulitzer impressionò molto l’opinione pubblica americana.

Vietnam_guerra
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Solitamente il lavoro di un fotogiornalista consiste nel documentare ed informare attraverso la fotografia. Il fotografo Brian Palmer nel 2004 ha seguito la 24th Marine Expeditionary Unit per sei settimane in Iraq raccogliendo fotografie e raccontando la vita dei soldati sul suo sito. Ne è nato un lavoro intitolato “Digital Diary: Witnessing the war” che ha una finalità ulteriore rispetto ai comuni reportage di guerra.

Palmer

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Fornasetti nuvoleE’ attivo da oggi nello Studio di Psicologia di via Orti 14 Milano il nuovo percorso psicologico pensato appositamente per le persone che stanno affrontando una diagnosi di tumore o che si trovano in una condizione di fase attiva di malattia oncologica.

Lo studio offre inoltre la possibilità a chi vive con un familiare malato di trovare un sostegno sia attraverso percorsi individuali che di gruppo.

Le responsabili del percorso sono la dott.ssa Laura Perego, psicoterapeuta ed esperta di metodi attivi e a mediazione fotografica e la dott.ssa Melina Marchetta, psicologa ed esperta di metodi attivi, che si occupa di sostegno a malati oncologici o loro familiari presso l’Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano.

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L’essenza dell’immagine è di essere tutta esteriore, senza intimità, e ciononostante più inaccessibile e misteriosa dell’idea dell’interiorità; di essere senza significato, pur evocando la profondità di ogni possibile senso; non rivelata e tuttavia manifesta, possedendo quella presenza-assenza che costituisce la seduzione e il fascino delle Sirene.

Maurice Blanchot

Nella mostra B-Reflected in esposizione alla Triennale di Milano alcuni personaggi del mondo dello spettacolo sono fotografati da Douglas Andreetti e Max Schenetti in atteggiamenti e pose diverse da quelle che ci hanno abituato a vedere.

“Gli autori vanno oltre il ritratto, nel significato che tradizionalmente diamo a questo linguaggio della fotografia. Per realizzare queste immagini, hanno utilizzato uno specchio, facendone la barriera corporea che separa il fotografo dal soggetto, generando un effetto che rimanda al mittente la propria immagine. E il riflesso, l’altra faccia di sé, disegna la nuova identità, inevitabilmente diversa da quella pubblica, che i personaggi sono soliti dare di loro stessi.” (dalla presentazione alla mostra).

Enrico Mentana - mostra B/Reflected

Enrico Mentana – mostra B/Reflected

Albertino -  mostra B/Reflected

Albertino –
mostra B/Reflected

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Continuando il discorso sul ruolo delle immagini nella conservazione della memoria sociale iniziato con il post del Giorno della Memoria, vi presento questo estratto da “Sulla fotografia” di Susan Sontag.

Le sua parole invitano ad una riflessione critica sulle potenzialità etiche delle fotografie e delle immagini.

“Le fotografie sconvolgono nella misura in cui mostrano qualcosa di nuovo. […] Il primo incontro di un individuo con l’inventario fotografico dell’orrore estremo è una sorta di rivelazione, il prototipo della rivelazione moderna: l’epifania negativa.

Per me sono state le fotografie di Bergen-Belsen e di Dachau viste per caso in una libreria a Santa Monica nel luglio del 1945. Niente di ciò che ho visto dopo – in fotografia o nella realtà – mi ha colpito così duramente, profondamente, istantaneamente. […]  Leggi il seguito di questo post »

kieferPer commemorare il Giorno della Memoria volevo condividere l’immagine di un’opera di Kiefer, artista tedesco che, nella sua produzione, affronta la tematica della storia del periodo nazista e la problematica inerente la sua rimozione collettiva.

Quella qui fotografata è la torre dal nome “Linee di campo magnetico” che invita ad una riflessione sul ruolo delle immagini nella conservazione della memoria sociale. Leggi il seguito di questo post »

Fare una fotografia significa partecipare della mortalità, della vulnerabilità e della mutabilità di un’altra persona (o di un’altra cosa). Ed è proprio isolando un determinato momento e congelandolo che tutte le fotografie attestano l’inesorabile azione dissolvente del tempo. […] Una fotografia è insieme una pseudopresenza e l’indicazione di un’assenza. Come un caminetto a legna in una stanza, le fotografie – soprattutto quelle di persone o luoghi lontani, di città remote, di un passato svanito – sono incitamenti al fantasticare.

Susan Sontag

In “Ten Minutes Older” il regista Herz Frank sceglie di mettere al centro del suo film non lo spettacolo che viene rappresentato, ma le reazioni di un gruppo di bambini nel ruolo di spettatori. Il documentario rende in maniera precisa ed efficace l’esperienza coinvolgente dell’essere spettatore rendendo al meglio cosa si intenda per identificazione. Leggi il seguito di questo post »

Che siamo esseri solo apparentemente simmetrici è cosa nota. Ma è davvero inaspettato l’effetto che fa guardarsi unendo le due metà destre o le due metà sinistre. Siamo noi ma non siamo noi. Il corpo parla ed accoglie moltissime asimmetrie che possono essere strutturali e legate ai nostri tratti oppure acquisite e legate a grandi e piccoli traumi (una cicatrice a seguito di un’operazione o a seguito di una piccola caduta) oppure, da ultimo, dipendere dalla nostra volontà come i tatuaggi o un taglio di capelli asimmetrico. E si potrebbe ancora allargare il discorso pensando ai dolori e agli acciacchi che spesso possono colpire asimmetricamente il corpo.

Fare degli autoritratti simmetrici della parte destra e della parte sinistra del corpo comporta che tali particolari asimmetrici vengano amplificati e messi ancora più in evidenza oppure completamente annullati. Leggi il seguito di questo post »

Benvenuto! Piacere di conoscerti…


Sono Laura Perego, psicologa e psicoterapeuta. Utilizzo le fotografie e il cinema all'interno dei colloqui psicologici e della psicoterapia individuale e di gruppo.

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