You are currently browsing the tag archive for the ‘autoritratto’ tag.

Riprendendo il discorso iniziato nel precedente post, il controllo sulla nostra immagine fotografica è stato facilitato dall’introduzione delle nuove tecnologie. Il display che rimanda in maniera istantanea il risultato della fotografia permette degli aggiustamenti continui della propria immagine avvicinandola sempre di più a quella attesa.  Il selfie vive grazie a questa tecnologia e, talvolta, a uno specchio. L’immagine che più è apprezzata è quella che più si avvicina all’immagine riflessa da uno specchio. Ma, come scrive Milgram a proposito delle prime persone che sono state fotografate all’inizio dell’epoca della fotografia, immagine fotografica e immagine dello specchio hanno caratteristiche diverse:

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

“Ogni sistema oppressivo ha sempre manifestato un enorme interesse per il controllo dell’immagine che può avvenire in modo diretto e rozzo, consistente nel fare di ogni foto un puro segno obbediente ad un codice di regime, oppure, con sistemi più sofisticati, attraverso l’inflazione dei codici, allo scopo di confondere l’informazione trasformandola in rumore.

Il primo sistema di imbrigliamento dell’immagine tende all’esaltazione retorica, al monumentale, al didascalicamente celebrativo, all’emblematico; il secondo sistema opera invece uno spiazzamento continuo dell’attenzione che viene così tutta assorbita dalla contemplazione di una realtà trasformata in puro spettacolo.

Leggi il seguito di questo post »

Che siamo esseri solo apparentemente simmetrici è cosa nota. Ma è davvero inaspettato l’effetto che fa guardarsi unendo le due metà destre o le due metà sinistre. Siamo noi ma non siamo noi. Il corpo parla ed accoglie moltissime asimmetrie che possono essere strutturali e legate ai nostri tratti oppure acquisite e legate a grandi e piccoli traumi (una cicatrice a seguito di un’operazione o a seguito di una piccola caduta) oppure, da ultimo, dipendere dalla nostra volontà come i tatuaggi o un taglio di capelli asimmetrico. E si potrebbe ancora allargare il discorso pensando ai dolori e agli acciacchi che spesso possono colpire asimmetricamente il corpo.

Fare degli autoritratti simmetrici della parte destra e della parte sinistra del corpo comporta che tali particolari asimmetrici vengano amplificati e messi ancora più in evidenza oppure completamente annullati. Leggi il seguito di questo post »

selfportrait_diane_arbus

Diane Arbus, Autoritratto

Spesso vi sarà capitato di vedere degli autoritratti in cui alcuni fotografi si ritraggono a fianco della loro macchina fotografica. Questo modo di fotografarsi è talmente diffuso che, se fate un salto sul sito dell’Agenzia Magnum, vi accorgerete che tantissimi dei loro fotografi hanno la foto di presentazione con la macchina fotografica in mano.

Gli elementi della foto sono perlopiù: lo sfondo neutro, il fotografo, la macchina fotografica ed, elemento implicito, ma fondamentale per la realizzazione di questo genere di autoritratti, lo specchio.

Quest’ultimo è un elemento che ha sempre solleticato l’osservazione e il pensiero di psicologi e psicoanalisti e, in maniera particolare, di Jacques Lacan che ha denominato proprio “Stadio dello specchio” una delle fasi dello sviluppo psichico dell’uomo. Leggi il seguito di questo post »

IMG_0939IMG_0938Durante i miei viaggi estivi ho raccolto queste immagini dell’Abbazia di Melk. Si tratta di fotomontaggi realizzati dagli studenti del liceo dell’Abbazia per riflettere sul tema dei cambiamenti climatici.

Il fotomontaggio è una tecnica estremamente versatile che può trovare applicazioni che vanno dal campo didattico-educativo a quello formativo fino ad arrivare alla fotografia terapeutica. Sabine Korth da molti anni lavora utilizzando fotomontaggi e foto collage in ambito psicologico e psichiatrico. Leggi il seguito di questo post »

Bayard,_Hippolyte_1801-1887_-_Selfportrait_as_a_Drowned_man_1840

Questa è la fotografia di Hippolyte Bayard da annegato.

Siamo nel 1840, mentre la fotografia muove i primi passi, e già il tema della morte è entrato a far parte della sua storia.

Più specificatamente questo è un autoritratto, uno dei primi autoritratti fotografici della storia, forse il primo. Autoritratto, certo, perché mentre si ritrae come un morto annegato, Hippolyte Bayard è vivo e vegeto. La ragione di raffigurarsi come se si fosse suicidato annegandosi è presto detta. Chi conosce Bayard? Chi invece conosce Daguerre? Leggi il seguito di questo post »

Benvenuto! Piacere di conoscerti…


Sono Laura Perego, psicologa e psicoterapeuta. Utilizzo le fotografie e il cinema all'interno dei colloqui psicologici e della psicoterapia individuale e di gruppo.

Visita il mio sito

Sito

Sei interessato agli argomenti che tratta il mio blog? Vuoi essere informato dei nuovi articoli? Inserisci qui di seguito il tuo indirizzo email.

Segui assieme ad altri 125 follower

Annunci