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Bellissimo articolo di Gianni Canova:

“In una celebre sequenza di Poveri ma belli (1956) di Dino Risi, i due bellimbusti trasteverini interpretati da Maurizio Arena e Renato Salvatori si avvicinano alla vetrina di un negozio di sartoria nel centro di Roma. All’interno, una graziosa commessa, interpretata da Marisa Allasio, protende le labbra verso la vetrina per appannare il vetro con il suo respiro e poterlo poi più facilmente ripulire con un panno. A turno, spavaldi, i due appoggiano a loro volta le labbra sul vetro, in sincrono con i movimenti della commessa, quasi a cercare un contatto a distanza, mediato dal vetro, con la bocca della vezzosa e maliziosa fanciulla. “Bacia bene…!”, commenta sorridendo uno dei due. “Si, ma bacia freddo!”, replica sconsolato l’altro.
Nella sua scanzonata e autoironica spensieratezza, la sequenza è a suo modo rivelatrice di una certa oggettiva freddezza che caratterizza per una lunga fase la messinscena del gesto del bacio nel cinema italiano. Vai al sito per continuare

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Grazie a questo time-lapse viene ricostruita l’intera vicenda de “La finestra sul cortile”, celebre film di Hitchcock, mantenendo una visuale per intero sul cortile che dà il titolo a film. Il curioso filmato offre una visione globale e panoramica di un film che, nella sua versione originale, si caratterizza, al contrario, per la focalizzazione alternata e parcellizzata sulle singole vite delle persone che si affacciano sul cortile.

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Oliver Sacks, il famoso neurologo, un giorno viene chiamato per un consulto su una paziente che ha delle allucinazioni. Niente di strano per un neurologo senonché la signora in questione è completamente cieca da anni. A differenza delle allucinazioni psicotiche che interagiscono con la persona, spesso accusandola o biasimandola, queste allucinazioni si presentano come un film che scorre davanti agli occhi lasciando la persona consapevole della loro origine “interiore”. Leggi il seguito di questo post »

“Il “test di Bechdel” è un test inventato dalla fumettista americana Alison Bechdel in una vignetta del 1985 intitolata “The Rule”, che fa parte della serie Dykes to Watch Out For. Bechdel disegnò due amiche che scelgono di non andare al cinema perché una di loro ha deciso di guardare solamente film che rispettino tre semplici condizioni:

1. che tra i personaggi del film ci siano almeno due donne di cui si conosca il nome;
2. che le due donne di cui si conosce il nome parlino almeno una volta tra di loro (e non solo con gli altri personaggi maschi);
3. che le due donne di cui si conosce il nome parlino tra di loro ma non di uomini (non del figlio di una delle due, non del marito, non del capo in ufficio e così via). Leggi il seguito di questo post »

…la soddisfazione [nel guardare i film] […] deriva da una sorta di effetto, raro per natura, che può definirsi come la rottura provvisoria di una comune solitudine. E’ la gioia specifica che si prova nel ricevere dall’esterno immagini abitualmente interiori, immagini familiari o che non ne sono troppo dissimili, nel vederle iscritte in un luogo fisico (lo schermo), nello scoprire in esse qualcosa di quasi realizzabile che era inatteso, nel sentire per un momento che non sono forse inseparabili dalla tonalità che spesso le circonda, da quell’impressione di impossibile, comune e accettato che è tuttavia una piccola disperazione.

Christian Metz

Benvenuto! Piacere di conoscerti…


Sono Laura Perego, psicologa e psicoterapeuta. Utilizzo le fotografie e il cinema all'interno dei colloqui psicologici e della psicoterapia individuale e di gruppo.

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