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Nella mostra B-Reflected in esposizione alla Triennale di Milano alcuni personaggi del mondo dello spettacolo sono fotografati da Douglas Andreetti e Max Schenetti in atteggiamenti e pose diverse da quelle che ci hanno abituato a vedere.

“Gli autori vanno oltre il ritratto, nel significato che tradizionalmente diamo a questo linguaggio della fotografia. Per realizzare queste immagini, hanno utilizzato uno specchio, facendone la barriera corporea che separa il fotografo dal soggetto, generando un effetto che rimanda al mittente la propria immagine. E il riflesso, l’altra faccia di sé, disegna la nuova identità, inevitabilmente diversa da quella pubblica, che i personaggi sono soliti dare di loro stessi.” (dalla presentazione alla mostra).

Enrico Mentana - mostra B/Reflected

Enrico Mentana – mostra B/Reflected

Albertino -  mostra B/Reflected

Albertino –
mostra B/Reflected

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Che siamo esseri solo apparentemente simmetrici è cosa nota. Ma è davvero inaspettato l’effetto che fa guardarsi unendo le due metà destre o le due metà sinistre. Siamo noi ma non siamo noi. Il corpo parla ed accoglie moltissime asimmetrie che possono essere strutturali e legate ai nostri tratti oppure acquisite e legate a grandi e piccoli traumi (una cicatrice a seguito di un’operazione o a seguito di una piccola caduta) oppure, da ultimo, dipendere dalla nostra volontà come i tatuaggi o un taglio di capelli asimmetrico. E si potrebbe ancora allargare il discorso pensando ai dolori e agli acciacchi che spesso possono colpire asimmetricamente il corpo.

Fare degli autoritratti simmetrici della parte destra e della parte sinistra del corpo comporta che tali particolari asimmetrici vengano amplificati e messi ancora più in evidenza oppure completamente annullati. Leggi il seguito di questo post »

Spiegare che cosa sia lo psicodramma e cosa si fa in un incontro di psicodramma non è un’impresa facile dal momento che lo psicodramma ha, come elemento costituente e distintivo del metodo, l’uso dell’azione (è un po’ come quando si tenta di spiegare un gioco e si finisce col dire “inizia a giocare che poi lo capisci”).

Lo psicodramma è insieme psicoterapia e teatro. Dal teatro ha preso la forza poetica e creatrice di significati e dalla psicoterapia – nel senso più ampio di cura della psiche – la sua antica natura ipnotica.

Dunque vorrei cercare di spiegarlo attraverso una suggestione e una sperimentazione.

teatro

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Cosa succederebbe se dovessimo vendere in un’immaginaria bottega i nostri sintomi psicologici o i nostri difetti? Probabilmente dovremmo cercare, da buoni venditori, di sottolinearne i lati positivi e i benefici che questi portano. Non si tratta di volgere il negativo in un grottesco positivo, ma di cercare di scoprire e dare risalto ai vantaggi (magari secondari, poco visibili e poco considerati) che un sintomo o un difetto procurano.

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foto parlareIl Fotolinguaggio è un metodo per la conduzione di gruppi in ambito psicologico che si fonda sull’uso di fotografie.

La fotografia funziona da aggregatore di elementi psichici affettivi, sensoriali e rappresentativi gettando un ponte tra il “pensiero per idee , pensiero logico organizzato […] al fine di rispondere ad una domanda” ed il “pensiero per immagini, che fa reagire in modo associativo il soggetto a partire dalle proprie immagini interiorizzate e dagli affetti che le accompagnano” (C. Vacheret, “Foto, Gruppo e Cura Psichica”). Leggi il seguito di questo post »

SqualoVerso chi avviene il processo di identificazione al cinema? Solitamente il regista ci indica, in maniera esplicita, chi sia il protagonista. Sentire di parteggiare per lui è per noi spettatori una cosa quasi automatica.

Ma il parteggiare cosciente non coincide esattamente con l’identificazione.

Musatti racconta di un esperimento fatto in alcuni cinema francesi in cui furono istallate delle telecamere ad infrarossi per filmare le espressioni degli spettatori durante la visione di alcuni film. I risultati più sorprendenti si evidenziarono con i bambini che sono, rispetto agli adulti, più soggetti a scaricare i propri impulsi attraverso il movimento. Leggi il seguito di questo post »

“E’ straordinario come il gesto di dare la tua macchina fotografica ad un perfetto estraneo sia universale. Nessuno si è mai rifiutato e, per fortuna, nessuno è mai scappato con la nostra macchina fotografica” commenta Steve Addis nel suo video “Il legame padre-figlia, una foto alla volta” pubblicato nel post precedente.

Colui che scatta una fotografia non compare nell’immagine che resterà con noi per sempre. Talvolta è un perfetto sconosciuto, una figura sfuggevole di cui ricorderemo poco o nulla guardando e riguardando la fotografia nel corso del tempo ma che, dal punto di vista psicologico, ha un ruolo molto importante. Leggi il seguito di questo post »

IMG_0939IMG_0938Durante i miei viaggi estivi ho raccolto queste immagini dell’Abbazia di Melk. Si tratta di fotomontaggi realizzati dagli studenti del liceo dell’Abbazia per riflettere sul tema dei cambiamenti climatici.

Il fotomontaggio è una tecnica estremamente versatile che può trovare applicazioni che vanno dal campo didattico-educativo a quello formativo fino ad arrivare alla fotografia terapeutica. Sabine Korth da molti anni lavora utilizzando fotomontaggi e foto collage in ambito psicologico e psichiatrico. Leggi il seguito di questo post »

Robert Doisneau, "Bacio davanti all'Hotel de Ville"

Robert Doisneau, “Bacio davanti all’Hotel de Ville”

Robert Capa, "Il miliziano colpito a morte"

Robert Capa, “Il miliziano colpito a morte”

Queste sono due foto famosissime che hanno qualcosa in comune: la loro autenticità è controversa. Leggi il seguito di questo post »

Bayard,_Hippolyte_1801-1887_-_Selfportrait_as_a_Drowned_man_1840

Questa è la fotografia di Hippolyte Bayard da annegato.

Siamo nel 1840, mentre la fotografia muove i primi passi, e già il tema della morte è entrato a far parte della sua storia.

Più specificatamente questo è un autoritratto, uno dei primi autoritratti fotografici della storia, forse il primo. Autoritratto, certo, perché mentre si ritrae come un morto annegato, Hippolyte Bayard è vivo e vegeto. La ragione di raffigurarsi come se si fosse suicidato annegandosi è presto detta. Chi conosce Bayard? Chi invece conosce Daguerre? Leggi il seguito di questo post »

Benvenuto! Piacere di conoscerti…


Sono Laura Perego, psicologa e psicoterapeuta. Utilizzo le fotografie e il cinema all'interno dei colloqui psicologici e della psicoterapia individuale e di gruppo.

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