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Ogni anno il festival di fotografia Gulf Photo Plus propone l’evento GPP ShootOut: una battaglia tra tre fotografi a colpi di immagini su un tema scelto dagli organizzatori. La regola base dell’incontro esige che tutto il processo di produzione della fotografia (dalla scelta dei soggetti fino alla elaborazione dell’immagine) debba avvenire in venti minuti, sotto gli occhi del pubblico. Leggi il seguito di questo post »

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Il fotografo Tim Kyle ha deciso, dopo la nascita delle due figlie, di dare vita ad una tradizione: stampare un libro con le migliori foto di famiglia riguardandolo e commentandolo con le figlie al termine dell’anno. Ma ha fatto un ulteriore passo: videoregistrare il momento in cui la famiglia sfoglia l’album.

Si viene così a creare un momento in cui, mentre un ricordo viene riportato alla mente grazie alla fotografia, un altro se ne crea grazie alla videocamera. Leggi il seguito di questo post »

Oliver Sacks, il famoso neurologo, un giorno viene chiamato per un consulto su una paziente che ha delle allucinazioni. Niente di strano per un neurologo senonché la signora in questione è completamente cieca da anni. A differenza delle allucinazioni psicotiche che interagiscono con la persona, spesso accusandola o biasimandola, queste allucinazioni si presentano come un film che scorre davanti agli occhi lasciando la persona consapevole della loro origine “interiore”. Leggi il seguito di questo post »

In “Ten Minutes Older” il regista Herz Frank sceglie di mettere al centro del suo film non lo spettacolo che viene rappresentato, ma le reazioni di un gruppo di bambini nel ruolo di spettatori. Il documentario rende in maniera precisa ed efficace l’esperienza coinvolgente dell’essere spettatore rendendo al meglio cosa si intenda per identificazione. Leggi il seguito di questo post »

Ecco un’interessante lettura in chiave psicologica del Canto di Natale di Dickens in relazione al disturbo alessitimico.

 “[L’]alessitimia  è caratterizzata dalla mancanza di parole per le emozioni. Le condizioni dell’ alessitimia sono anche correlate a una forte carenza dell’immaginazione e quindi negli alessitimici noi troviamo la difficoltà di sognare, la difficoltà di immaginare, la difficoltà di riuscire a sviluppare quegli stimoli che possono provenire nell’ambito della vita reale al servizio del teatro interiore.”

 

Buon Natale!

Molti anni fa a New York, Steve Addis si trovava in un angolo della città con in braccio la figlia di un anno quando sua moglie scatta loro una fotografia. L’immagine ha ispirato un rituale padre-figlia che si ripete costante, in cui Addis e sua figlia si mettono in posa per la stessa foto, nello stesso angolo, ogni anno.

Le fotografie ricorrenti possono rappresentare un’ottima base per iniziare a pensare al senso del tempo e ai cambiamenti che avvengono nelle persone. Non si tratta solo di cambiamenti fisici ma, più in generale, dei cambiamenti che, attraverso la fisicità, raccontano di esperienze e di trasformazioni interiori. Leggi il seguito di questo post »

Il modo più classico per rappresentare una linea familiare è l’albero genealogico, il comunissimo grafico che, nome dopo nome, mostra il naturale susseguirsi delle generazioni, in un incedere costante che dà tuttavia ragione di un solo aspetto: la progressione.

Ci sono però modi diversi di “raccontare” le generazioni. L’approccio transgenerazionale propone uno sguardo meno lineare ma più ricco e complesso considerando anche il lato psicologico: è come se la psiche avesse una sorta di DNA che, sebbene sia unico per ogni persona, trasmette da generazione a generazione (o anche saltandone qualcuna per poi ricomparire) tutto ciò che non è stato adeguatamente elaborato.

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Il video mostra il valore delle fotografie nella ricostruzione: che sia quella di un paese, della storia familiare o della propria identità.

 

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Benvenuto! Piacere di conoscerti…


Sono Laura Perego, psicologa e psicoterapeuta. Utilizzo le fotografie e il cinema all'interno dei colloqui psicologici e della psicoterapia individuale e di gruppo.

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